giovedì 10 gennaio 2013
Inidicazioni per il curricolo e scuola dell'infanzia
Il Coordinamento per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola, formato dai rappresentanti di settore delle associazioni professionali, AIMC, ANDIS, CIDI, FNISM, MCE e delle organizzazioni sindacali CISL Scuola, FLC-CGIL, SNALS Confsal e UIL Scuola esprime condivisione per l’itinerario tratteggiato dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo, che delinea uno sviluppo verticale, coerente e coordinato del percorso di istruzione, capace di ricomprendere, a pieno titolo, il ruolo e il contributo della scuola dell’infanzia, che si rivolge, come richiamato nel testo “a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all'educazione e alla cura...".
venerdì 7 dicembre 2012
Ancora sui"nidi": ma sanno di cosa parlano? Lettera aperta al Prof. Umberto Galimberti
Gentile prof. Galimberti, gentile signora Laura Cuciti,
Sollecitati da alcune affermazioni contenute nella lettera e nella risposta pubblicata su D del 17 novembre 2012, consapevoli della complessità del tema, richiamiamo la Vostra attenzione su ulteriori e, dal nostro punto di vista, imprescindibili elementi di contesto normativo e organizzativo che connotano il sistema per la prima infanzia nel nostro paese.
Proprio perché “il problema nidi è una questione molto seria” è importante ribadire che
- Il nido d'infanzia è un luogo educativo, che definisce le opportunità e la qualità della vita dei suoi cittadini a partire dai piccoli, e rende civile una nazione. La sua gestione è delicata perché il bambino è piccolo: il personale deve svolgere molte funzioni contemporaneamente, dall'accudimento ad una buona progettazione pedagogica che garantisca esperienze di gioco, di apprendimento e di autonomia. E' un servizio che ha bisogno di personale preparato, motivato, appassionato. E basta entrare dentro un nido d'infanzia per capire che tutto questo c'è! In più, negli ultimi anni, nonostante la crisi economica, è stato uno dei settori che ha offerto molte opportunità di lavoro.
martedì 27 novembre 2012
Sui "nidi": ma sanno di cosa parlano?
Ho letto l'articolo su D di
Repubblica- sabato 17 novembre dal titolo " Nidi pubblici. Profitti
Privati" (visualizza l'articolo)
A me ha
colpito in particolare come, sia nella lettera sia nella risposta, l'Amministrazione locale venga presentata come incapace di gestire il bene
pubblico, inefficiente, clienterale, corrotta.
Mi
colpisce inoltre che si pensi ai nidi come luoghi che generano profitto che il
privato, al contrario del pubblico, sa utilizzare.
Mi chiedo
se chi scrive e chi risponde sa qualcosa del costo dei servizi, dei limiti che
il pubblico ha nella gestione diretta dei servizi, ecc.
Mi chiedo
anche se davvero dobbiamo continuare a sentire queste offese per il lavoro
delle Amministrazioni locali.
Credo
anche che il privato che gestisce con coscienza e competenza in moltissime
realtà si senta in altro modo offeso da questa pagina del giornale.
Forse
dovremmo provare ( se condividete la mia impressione negativa della risposta) a
dire qualcosa nel merito, almeno per aggiungere qualche elemento di
informazione e di problematizzazione sul tema complesso della
gestione dei servizi educativi.
Maria
Cristina Volta
martedì 20 novembre 2012
Razza di mascalzoni
Siamo l’unica specie vivente che maltratta e uccide i propri piccoli.
Forse qualche esperto zoologo potrebbe contraddirmi con esempi di animali che uccidono i piccoli. Ad ogni buon conto ecco alcuni titoli di giornali recenti
Trovato impiccato in bagno a 10 anni. Genitori separati non si esclude il suicidio.
Il bimbo uccide il papà nazista. Può essere giudicato un killer?
Continua la strage di bambini in Siria.
Padre separato porta via con la forza il figlio da scuola
E potrei continuare il lungo elenco.
lunedì 29 ottobre 2012
Materne statalizzate? Costano di più
Il ministero dell'Istruzione 'gela' quei Comuni che come
quello di Bologna, invocano la statalizzazione delle scuole dell'infanzia a
loro carico. Molto esplicito in questo senso l'intervento che ha fatto ieri
all'assemblea Anci il sottosegretario Elena Ugolini. "Non credo che
statalizzare la scuola dell'infanzia gestita dai Comuni- ha detto- sia una
modalità con cui risolvere una difficoltà. Anche perché normalmente se si
sposta il centro di spesa dalla periferia a Roma non cambia la quantità della
spesa, normalmente cresce".
(DIRE - Notiziario minori) Roma, 19 ottobre
Inoltre, ricorda Ugolini, "non possiamo dare più di
quel che abbiamo".
Il sottosegretario esalta piuttosto il mix di offerta
statale e comunale da un lato e convenzioni col privato dall'altro.
"Questo modello- sostiene Ugolini- ha permesso
all'Italia di fare una proposta di qualità a livello mondiale e di fare in modo
che quasi tutti i bambini possano avere questo tipo di proposta
educativa". Guai comunque aspettarsi che l'esecutivo nazionale risolva
ogni problema: "Ḗ fondamentale dare risposte a livello di Governo, ma dico
anche che in dieci mesi non si possono risolvere i problemi enormi che sono
stati annodati nel corso degli anni".
Sempre più anziani e nonni "babysitter"
Sono sempre di più i neonati affidati ai nonni. Gli errori
commessi dai nonni nell'accudire il bambino, però non mancano, come spiega la
ricerca dell'Università dell'Alabama presentata al meeting della American
Academy of Pediatrics a New Orleans. Questi errori dovrebbero essere corretti
prima di tutto dai pediatri, visto che in Usa, ma anche in Italia, chi porta il
neonato alle visite è spesso proprio il nonno.
(Centro Maderna, News del 24 /10/2012)
''Le raccomandazioni sulla salute e la sicurezza sono in
costante evoluzione - spiega Kathryn Hines, uno degli autori dello studio, che
ha anche certificato un aumento del 20% dei "nonni babysitter" in Usa
negli ultimi dieci anni - e molte di queste sono probabilmente cambiate da
quando i nonni che accudiscono i bimbi hanno curato i propri figli''.
Gli sbagli più comuni sono stati individuati con un
questionario di 15 domande somministrato a un gruppo di nonni dell'Alabama.
''La necessità di informare meglio i nonni c'è, al punto che
stiamo studiando dei veri e propri "corsi di aggiornamento" insieme a
Federanziani per insegnare loro come si devono comportare rispetto ad alcuni
problemi - spiega Giuseppe Mele, presidente della Federazione Italiana Medici
Pediatri (Fimp) - questo è ancora più necessario alla luce degli ultimi studi
che abbiamo fatto che vedono 12 milioni di nonni in Italia prendersi cura di 7
milioni di bambini. Alcuni suggerimenti possono essere dati anche direttamente
dal pediatra, visto che il 63% delle visite vede proprio i nonni come
accompagnatori." Inotre, continua il dottor Mele, "quello che vediamo
noi è una grande voglia di imparare e aggiornarsi anche perchè c'è
consapevolezza di avere un ruolo sempre più importante".
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