giovedì 14 febbraio 2013

Che cosa chiederebbero ai candidati, i bambini...?


... se solo fossero ascoltati?


So che esiste il Garante per l'infanzia, ma non ho ancora capito cosa faccia e perciò ritengo che sia molto difficile che possa farsi portavoce delle esigenze di questa categoria di persone che non hanno diritto di voto e perciò sono particolarmente snobbati da quelli che vogliono essere eletti.

Mi provo a fare delle ipotesi.....

giovedì 10 gennaio 2013

I vizi della rivoluzione digitale a scuola

I nuovi profeti della informatizzazione integrale stanno conducendo da tempo e con forze sempre più agguerrite la loro campagna di conquista della scuola. Come dargli torto? Posto che un giorno ciò possa avvenire, si tratta di un territorio che può fruttare dividendi enormi per chi si dovesse accaparrare la commessa di LIM e tablet su scala nazionale…
Per carità, lungi da me l’idea di voler maleficare questi strumenti straordinari: si tratta di giocattoli assai affascinanti e che hanno indubbiamente il merito di svecchiare procedure didattiche logore e di introdurre il medium visivo in un ambiente che ne è rimasto fin troppo digiuno.
La questione è più radicale però. I nuovi teoreti della digitalizzazione scolastica ammantano le loro proposte con una retorica ben nota, in ambito educativo, che fa riferimento alla didattica della ricerca, al learning by doing, all’apprendimento cooperativo (cfr. Ferri – Moriggi, su Agenda digitale, dicembre 2012). Tutte bellissime cose, anche se un po’ datate per la verità, la ricerca in classe si faceva già negli anni ’60, seppure certo con strumentazioni meno sofisticate… e per quanto riguarda il learning by doing, è uno degli slogan più declamati e però poi scarsamente realizzati, nella sua intima complessità, dell’intera storia del pensiero pedagogico.

Inidicazioni per il curricolo e scuola dell'infanzia


Il Coordinamento per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola, formato dai rappresentanti di settore delle associazioni professionali, AIMC, ANDIS, CIDI, FNISM, MCE e delle organizzazioni sindacali CISL Scuola, FLC-CGIL, SNALS Confsal e UIL Scuola esprime condivisione per l’itinerario tratteggiato dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo, che delinea uno sviluppo verticale, coerente e coordinato del percorso di istruzione, capace di ricomprendere, a pieno titolo, il ruolo e il contributo della scuola dell’infanzia, che si rivolge, come richiamato nel testo “a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all'educazione e alla cura...".

venerdì 7 dicembre 2012

Ancora sui"nidi": ma sanno di cosa parlano? Lettera aperta al Prof. Umberto Galimberti

Gentile prof. Galimberti, gentile signora Laura Cuciti,
Sollecitati da alcune affermazioni contenute nella lettera e nella risposta pubblicata su D del 17 novembre 2012, consapevoli della complessità del tema, richiamiamo la Vostra attenzione su ulteriori e, dal nostro punto di vista, imprescindibili elementi di contesto normativo e organizzativo che connotano il sistema per la prima infanzia nel nostro paese.
Proprio perché “il problema nidi è una questione molto seria” è importante ribadire che
    •  Il nido d'infanzia è un luogo educativo, che definisce le opportunità e la qualità della vita dei suoi cittadini a partire dai piccoli, e rende civile una nazione. La sua gestione è delicata perché il bambino è piccolo: il personale deve svolgere molte funzioni contemporaneamente, dall'accudimento ad una buona progettazione pedagogica che garantisca esperienze di gioco, di apprendimento e di autonomia. E' un servizio che ha bisogno di personale preparato, motivato, appassionato. E basta entrare dentro un nido d'infanzia per capire che tutto questo c'è! In più, negli ultimi anni, nonostante la crisi economica, è stato uno dei settori che ha offerto molte opportunità di lavoro.

martedì 27 novembre 2012

Sui "nidi": ma sanno di cosa parlano?





Ho letto l'articolo su D di Repubblica- sabato 17 novembre dal titolo " Nidi pubblici. Profitti Privati" (visualizza l'articolo)
A me ha colpito in particolare come, sia nella lettera sia nella risposta, l'Amministrazione locale venga presentata come incapace di gestire il bene pubblico, inefficiente, clienterale, corrotta.
Mi colpisce inoltre che si pensi ai nidi come luoghi che generano profitto che il privato, al contrario del pubblico,  sa utilizzare.
Mi chiedo se chi scrive e chi risponde sa qualcosa del costo dei servizi, dei limiti che il pubblico ha nella gestione diretta dei servizi, ecc.
Mi chiedo anche se davvero dobbiamo continuare a sentire queste offese per il lavoro delle Amministrazioni locali.
Credo anche che il privato che gestisce con coscienza e competenza in moltissime realtà si senta in altro modo offeso da questa pagina del giornale.

Forse dovremmo provare ( se condividete la mia impressione negativa della risposta) a dire qualcosa nel merito, almeno per aggiungere qualche elemento di informazione e  di problematizzazione sul tema complesso della  gestione dei servizi educativi.


Maria Cristina Volta

martedì 20 novembre 2012

Razza di mascalzoni


Siamo l’unica specie vivente che maltratta e uccide i propri piccoli.
Forse qualche esperto zoologo potrebbe contraddirmi con esempi di animali che uccidono i piccoli. Ad ogni buon conto ecco alcuni titoli di giornali recenti
Trovato impiccato in bagno a 10 anni. Genitori separati non si esclude il suicidio.
Il bimbo uccide il papà nazista. Può essere giudicato un killer?
Continua la strage di bambini in Siria.

Padre separato porta via con la forza il figlio da scuola
E potrei continuare il lungo elenco.