Veronica Tresoldi, psicologa
Nella società contemporanea dove il lavoro di entrambi i genitori si configura sempre più spesso come un’importante prerogativa per il benessere ed il mantenimento economico della famiglia e gli asili nido non rappresentano una realtà capillarmente diffusa, il ruolo dei nonni acquista una grande rilevanza e si delinea come una preziosa risorsa nella gestione della vita familiare delle giovani coppie con figli.
Per queste ragioni da alcuni anni si è pensato di introdurre nel calendario delle festività laiche una ricorrenza che ci permetta di celebrare la loro funzione e di ricordare l’importanza che ha avuto per noi la loro presenza nella nostra vita, inizialmente solo in qualità di nipoti ed in seguito anche nella posizione di genitori.
martedì 9 ottobre 2012
lunedì 8 ottobre 2012
Gli insegnanti: “ponti” dinamici nel processo educativo
Francesco Barone
Pedagogista - Docente di Metodologia del gioco Università di L’Aquila
La consapevolezza dell’efficacia e dell’urgenza diapprendimenti “sul campo”, oggi rischia di essere travolta da un triste e pericoloso approdo alle realtà virtuali, distanti dalla vita dei bambini, dalle loro esperienze e dalla possibilità di un vissuto emotivo autentico. Emerge sempre con maggiore intensità, che l’impianto educativo disciplinare scava un solco profondo tra saperi ed esperienze scolastiche ed extra-scolastiche, tra epistemologie del controllo procedurale ed epistemologie dell’evoluzione. L’idea pedagogica sottesa all’interesse per i luoghi e gli spazi “formali ed informali”, vuole ispirarsi a una visione pratica dell’apprendimento, volta a stimolare la relazione interpersonale, l’osservazione e la ricerca dei significati. In poche parole, si insegna e si impara ascoltando, facendo e vedendo fare. Questo tipo di apprendimento è certamente molto importante, in quanto, gran parte di ciò che si apprende in molte situazioni della vita di ogni giorno, deriva dall’osservazione diretta delle cose e delle persone. Come per esempio, un bambino impara osservando le espressioni e i comportamenti della “sua” educatrice/insegnante.
Pedagogista - Docente di Metodologia del gioco Università di L’Aquila
La consapevolezza dell’efficacia e dell’urgenza diapprendimenti “sul campo”, oggi rischia di essere travolta da un triste e pericoloso approdo alle realtà virtuali, distanti dalla vita dei bambini, dalle loro esperienze e dalla possibilità di un vissuto emotivo autentico. Emerge sempre con maggiore intensità, che l’impianto educativo disciplinare scava un solco profondo tra saperi ed esperienze scolastiche ed extra-scolastiche, tra epistemologie del controllo procedurale ed epistemologie dell’evoluzione. L’idea pedagogica sottesa all’interesse per i luoghi e gli spazi “formali ed informali”, vuole ispirarsi a una visione pratica dell’apprendimento, volta a stimolare la relazione interpersonale, l’osservazione e la ricerca dei significati. In poche parole, si insegna e si impara ascoltando, facendo e vedendo fare. Questo tipo di apprendimento è certamente molto importante, in quanto, gran parte di ciò che si apprende in molte situazioni della vita di ogni giorno, deriva dall’osservazione diretta delle cose e delle persone. Come per esempio, un bambino impara osservando le espressioni e i comportamenti della “sua” educatrice/insegnante.
Caro nido ti lascio un pensiero
L’esperienza nella memoria immemorabile
di Caterina Merola
I genitori dei bambini frequentanti l’ultimo anno del nido “Il Giardino incantato” di Castel d’Azzano (Verona), dalla primavera del 2010[1][1], hanno acquisito l’abitudine di lasciare pensieri di ringraziamento e riflessioni personali su un quadernino che diviene un diario di fine viaggio. Nel narrare l’esperienza vissuta, il tema del viaggio è ricorrente: si descrivono paesaggi vissuti, si delineano nuovi orizzonti, destinazioni, mete possibili, avventure.
di Caterina Merola
I genitori dei bambini frequentanti l’ultimo anno del nido “Il Giardino incantato” di Castel d’Azzano (Verona), dalla primavera del 2010[1][1], hanno acquisito l’abitudine di lasciare pensieri di ringraziamento e riflessioni personali su un quadernino che diviene un diario di fine viaggio. Nel narrare l’esperienza vissuta, il tema del viaggio è ricorrente: si descrivono paesaggi vissuti, si delineano nuovi orizzonti, destinazioni, mete possibili, avventure.
martedì 18 settembre 2012
Buon Lavoro
Ce l'hanno con noi insegnanti perchè siamo gli unici che possiamo farli sentire degli ignoranti.
Per questo da anni ci tormentano e ci fanno i raggi x per vedere le nostre magagne. Io però sono stufo di sentire gli insegnanti che si lamentano di tutto e di tutti, siamo diventati una categoria di fregnoni.
"Si però... "Mi sembra già di sentire le reazioni.
Se i politici continuano a dire "stassi"volendo riferirsi all'imperfetto congiuntivo del verbo stare, è colpa nostra. Se Matteo Renzi avrà successo tra i giovani, è colpa nostra che non abbiamo insegnato loro a distinguere tra "Romeo e Giulietta"di Shakespeare e una soap opera. I ragazzi non vedono l'ora che ci sia qualcuno che gli permetta di accendere il fuoco della conoscenza. Basta pensare alla prima volta dello tsunami quando furono le conoscenze di una ragazzina inglese a salvare la famiglia dall'onda mortale. Anche durante le scosse del terremoto in Emilia, solo gli studenti sapevano come comportarsi grazie alle numerose prove di evacuazione fatte ogni anno a scuola. Dobbiamo far capire ai ragazzi e anche ai nostri giovani colleghi che si educa perché c'è la prospettiva di cambiare il mondo. Quella che abbiamo come insegnanti dunque è una grande responsabilità, a cui non dobbiamo sottrarci .
Quindi basta sospiri e lamenti, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro.
AGhi
Per questo da anni ci tormentano e ci fanno i raggi x per vedere le nostre magagne. Io però sono stufo di sentire gli insegnanti che si lamentano di tutto e di tutti, siamo diventati una categoria di fregnoni.
"Si però... "Mi sembra già di sentire le reazioni.
Se i politici continuano a dire "stassi"volendo riferirsi all'imperfetto congiuntivo del verbo stare, è colpa nostra. Se Matteo Renzi avrà successo tra i giovani, è colpa nostra che non abbiamo insegnato loro a distinguere tra "Romeo e Giulietta"di Shakespeare e una soap opera. I ragazzi non vedono l'ora che ci sia qualcuno che gli permetta di accendere il fuoco della conoscenza. Basta pensare alla prima volta dello tsunami quando furono le conoscenze di una ragazzina inglese a salvare la famiglia dall'onda mortale. Anche durante le scosse del terremoto in Emilia, solo gli studenti sapevano come comportarsi grazie alle numerose prove di evacuazione fatte ogni anno a scuola. Dobbiamo far capire ai ragazzi e anche ai nostri giovani colleghi che si educa perché c'è la prospettiva di cambiare il mondo. Quella che abbiamo come insegnanti dunque è una grande responsabilità, a cui non dobbiamo sottrarci .
Quindi basta sospiri e lamenti, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro.
AGhi
giovedì 13 settembre 2012
Resistere: una parola che attraversa l’Europa
Segnaliamo l’appello pubblicato sulla rivista In-fan-cia che invita educatori, insegnanti, genitori a far sentire la loro voce contro i tagli adottati dal Governo Spagnolo. Una situazione non migliore della nostra in Italia. Anche noi abbiamo un appuntamento (promosso dal Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia) per far sentire la voce dei servizi educativi nella tradizionale ricorrenza del 2 dicembre.
Ricordiamo ci anche degli amici spagnoli: non siamo soli, da problemi comuni cercheremo di costruire alleanze anche trasnazionali. Appena avremo indicazioni precise sulle iniziative del 2 dicembre, le faremo circolare.
Ora, come in ogni ciclo, affronteremo il ritorno a scuola, potrà essere nuova, quella degli anni passati o quella di sempre, ma il consueto ritorno a scuola sarà diverso, con nuove bambine e bambini, nuove famiglie e, forse con nuovi colleghi.
La ripresa
In queste pagine ci auguriamo che nel periodo della chiusura dei servizi abbiate goduto una buona e meritata vacanza.Ora, come in ogni ciclo, affronteremo il ritorno a scuola, potrà essere nuova, quella degli anni passati o quella di sempre, ma il consueto ritorno a scuola sarà diverso, con nuove bambine e bambini, nuove famiglie e, forse con nuovi colleghi.
giovedì 30 agosto 2012
Pubblico e privato
Un discorso da fare, molto rapidamente, perché è stato un cavallo di battaglia della sinistra e delle organizzazioni dei suoi insegnanti, è quello sulla difesa della scuola pubblica, che ha automaticamente comportato, almeno fino a ieri, una generale ripulsa delle stesse organizzazioni nei confronti della scuola privata
Lo ripeto: la scuola pubblica è nata su due spinte concomitanti, la necessità da parte del capitale di avere, per lo sviluppo delle sue industrie, personale non analfabeta, e la pressione delle lotte socialiste affinché i figli del popolo potessero godere di un'istruzione pubblica, presa in carico dallo Stato. C'è un bellissimo saggio storico di Lamberto Borghi che ricostruisce da un lato l'acceso dibattito tra chi diceva che il popolo doveva avere le proprie scuole (il modello è quello inglese), gestite autonomamente, perché lo Stato non può che promuovere un insegnamento adeguato ai bisogni della borghesia che ne è al comando e secondo la sua impostazione ideologica, e dall'altro criticalo statalismo delle forze dominanti all'interno della sinistra, dalla Seconda Internazionale in avanti (Educazione e autorità nell'Italia moderna, La Nuova Italia).
Lo ripeto: la scuola pubblica è nata su due spinte concomitanti, la necessità da parte del capitale di avere, per lo sviluppo delle sue industrie, personale non analfabeta, e la pressione delle lotte socialiste affinché i figli del popolo potessero godere di un'istruzione pubblica, presa in carico dallo Stato. C'è un bellissimo saggio storico di Lamberto Borghi che ricostruisce da un lato l'acceso dibattito tra chi diceva che il popolo doveva avere le proprie scuole (il modello è quello inglese), gestite autonomamente, perché lo Stato non può che promuovere un insegnamento adeguato ai bisogni della borghesia che ne è al comando e secondo la sua impostazione ideologica, e dall'altro criticalo statalismo delle forze dominanti all'interno della sinistra, dalla Seconda Internazionale in avanti (Educazione e autorità nell'Italia moderna, La Nuova Italia).
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